| LA FAUNA |
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Alla base della piramide alimentare dei magredi troviamo la vegetazione costituita dalle praterie aride e dagli arbusteti. Nel secondo livello sono collocati gli erbivori come la lepre, mentre ai livelli successivi troviamo i predatori come il biacco, e all’apice ci sono i superpredatori come il nibbio bruno. Le principali specie di predatori avicoli sono:
I magredi consistono, poi, in una sorta di ultimo rifugio per molte specie avicole quali:
L’area dei magredi è un area di passaggio sorvolata quindi da molte specie avicole in migrazione. Tra queste ci sono:
Scendendo verso le risorgive si può vedere a volte l’airone bianco (egretta alba). Nei Magredi è presente anche un buon numero di mammiferi. Fra essi particolarmente numerosi sono alcuni piccoli roditori come le arvicole. Comune è la presenza della volpe (Vulpes vulpes), occasionale e molto interessante quella del tasso (Meles taxus) e del capriolo (capreolus capreolus). Occorre infine sottolineare che questi luoghi costituiscono il biotopo più caratteristico per la lepre (Lepus europaeus). Fra gli uccelli che nei magredi nidificano a terra, i più singolari sono certamente gli occhioni. Sia le uova sia il loro piumaggio si mimetizzano perfettamente fra l’erba. Nel tempo si sono adattati alla presenza dei carri armati e la loro presenza risultava stabile fino a pochi anni fa, ma ora il pericolo viene dagli amatori del fuoristrada e dalle loro gare agonistiche (organizzate persino all’interno del S.I.C.), il cui numero appassionati cresce ogni anno. Questi si muovono liberamente a causa della mancanza di norme e vigilanza nei confronti dell’area. Un’altra causa è il passaggio delle greggi durante il periodo riproduttivo. Il risultato di tutto ciò è che, nelle ultime stagioni, gli occhioni sono stati spesso costretti a ripararsi fra i seminativi delle aree limitrofe. La vicenda degli occhioni mette bene in evidenza l’insieme delle contraddizioni presenti in un’area riconosciuta importante a livello europeo, ma priva di un reale sistema di norme in grado di governare, nell’interesse di tutti, le principali attività ed i movimenti all’interno di queste superfici così preziose per il loro valore ambientale. |